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Doubts on Italian grammar

Required minimum:  intermediate level

I have got 6  questions.

1.When does preposition “da” mean “to” and when “from”? How can I know  it?

2.How looks this sentence in italian “I did it saying, that it would happen  like this”? How can we make these participles?

3.When is used “Si passivante” and when “si impersonale”?

4.When do we use “essere” and when “venire” to make passive voice?

5.When do we use I pronomi personali complemento le forme toniche and when  forme atone?

6.When adjectives are before noun and when afterwards?”

My first reply:

Buongiorno Adam,

le tue domande spaziano dal livello principiante al livello avanzato, quindi ti risponderò in italiano.

1) Il significato più tipico della preposizione “DA” è “from”, (to indicate movement from a place) ma quando “DA” è vicino a un nome di persona; a un nome di professione o a un pronome significa “to”/”at” -> (the English “at the house of”); vado DA Luca (a casa di Luca); sono DAL dentista (allo studio del dentista); vieni DA me? (a casa mia o nel mio ufficio). [Vedi questa pagina]

2) a me suona così: I did it (= l’ho fatto) saying that (dicendo che) it would happen like this (=sarebbe successo così/in questo modo) in realtà è come in inglese (credo!)

3a) il “SI” impersonale NON è seguito da un oggetto: “D’estate SI beve molto”; “In Italia SI legge poco”
3b) il “SI” impersonale passivante prevede un oggetto (che poi è il soggetto della frase passiva): “D’estate SI beve molta acqua minerale” (= d’estate è bevuta molta acqua minerale); “In Italia SI leggono pochi quotidiani” (In Italia sono letti pochi quotidiani)

4) “Essere” e “venire” possono essere usati nei tempi semplici, mentre nei tempi composti si può usare solo l’ausiliare “essere”

5) generalmente si preferisce una forma tonica per enfatizzare e per creare una differenza fra due possibili oggetti (diretti e non) –> parla a/con me, non a Paolo!

6) l’aggettivo dopo il nome ha valore”restrittivo/limitativo” cioè serve per delimitare un insieme, e definisce un dato oggettivo, per esempio: “ho visitato le case vecchie del paese” (erano vecchie quelle che ho visitato: non ho visitato quelle nuove), mentre se l’aggettivo è prima del nome, dico “ho visitato le vecchie case del paese” la funzione dell’aggettivo è accessoria, non restrittiva, e aggiunge un senso poetico, affettivo.


Se poi l’aggettivo è legato a un nome che si riferisce alla persona, abbiamo questo tipo di situazione:

a) se è anteposto assume un significato chiaramente metaforico, per esempio:”E’ un grand’uomo” –> parlo delle sue qualità morali,
b) “E’ un uomo grande” –> descrivo in modo oggettivo la sua fisicità e chiarisco che “è un uomo grande” (non piccolo)

Spero di essere stata chiara.

and then he wrote back:

“Thank You!

I have got yet 5 questions

1.How looks final clause with one subject and how with 2 other subjects in  italian?Examples:

a) “I play the violin that I <em>may</em> enjoy myself”

b)”I bought a book so that Tom could read it”

2.Why italian language has not verbs “should” “ought”? Hoy can we speak/write  in italian “I should do it”?

3.On ticket 2 prepositions “di” and “da” were. On the ticket “di” meant  “from” and “da” meant “to”. How is it impossible?

4.How looks sentence with some different adjectives defineing one noun. Where  are they in sentence? Before or after noun?

5.When do we use da and when dal, dallo, dall’, dalla?

Yours faithfully”

My second e-mail:

ti rispondo velocemente prima di cena:

1.

a) “Io suono il violino perché/affinché io mi possa divertire/possa divertirmi” (le finali introdotte da “perché” o “affinché” reggono il congiuntivo!)

a1) Io suono il violino per divertirmi (sempre finale, ma più semplice e di uso più comune)

b) “Oggi ho comprato un libro cosicché/ in modo che  Tom possa leggerlo”

b1) “L’anno scorso ho comprato/comprai  un libro in modo che  Tom potesse leggerlo”

A me queste frasi sembrano normalissime, ma non tutti amano -o sono in grado di usare- il congiuntivo😉

2.In italiano non usiamo i verbi “modali” per costruire il condizionale, quindi l’equivalente di “should” o di “ought” è sempre il condizionale del verbo “dovere” -> “dovrei farlo!” se si riferisce al presente e “avrei dovuto farlo” quando si riferisce al passato

3. Quale “ticket”?   Ricorda, però, che la preposizione è sempre legata al verbo: “SONO DI” Monza; Stasera “VADO DA” mia sorella

4.Intendi una frase del tipo “una grande macchina blu” o “un uomo vecchio e grasso”?

5. see here

Ciao

2 Responses to “Doubts on Italian grammar”

  1. David T said

    Ho letto che si puo’usare “venire” con la passiva quando un’azione avviene regolarmente; per esempio, l’anno scorso ho visto un cartello in un ristorante: “Colazione viene servita dalle 6 alle 9.” E’ vero?

    Grazie!

    • Monica said

      Ciao Davide,

      il verbo “venire” usato come ausiliare nelle forme passive è limitato ai tempi semplici e non ha altre limitazioni o usi.
      Il senso dell’azione che si ripete è/viene dato dal presente e dall’imperfetto, ma non dal passato remoto. Ti faccio un esempio con la tua stessa frase: “Il 22 marzo del 1900 la colazione venne dervita dalle 6 alle 9” chiaramente non è un’azione abituale (o che avviene regolarmente), infatti potrei continuare dicendo “invece il 23 marzo fu/venne servita, come sempre, dalle 7 alle 9″ il senso dell’azione abituale, in questa seconda frase, è/viene dato dall’indicatore pemporale “sempre”. E’ pur vero che molti italiani percepiscono nell’ausiliare “venire” il senso di un’azione “in fieri”, non necessariamente abituale🙂

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