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Non è solo una questione di grammatica (italiana)!

Posted by Monica Corrias on June 20, 2007

Ciao, come naturalmente saprete, il mio lavoro mi permette di incontrare persone di ogni nazionalità, età e che fanno lavori molto differenti fra loro.
Queste conoscenze sono un’occasione di venire a contatto con differenti modi di interpretare la vita e di viverla (a livello sociale, politico, personale).
Più di ogni altro punto di vista, è per me utile l’idea che le persone hanno sulla didattica e sull’apprendimento.
Uno studente che ha da poco finito un corso di lingua, mi ha fatto riflettere sull’insistenza che spesso ho, nell’affrontare argomenti legati alla società è alla cultura italiana. Questo studente, nel ringraziarmi ha sottolineato il fatto che avevo ragione nell’insistere e che è stato questo che gli ha permesso di sbloccarsi dopo 2 anni di permanenza in Italia.
Grazie ai miei “studenti” ogni volta devo mettere in discussione il mio punto di vista sulle questioni più impensabili e devo verificare e mettere alla prova la metodologia d’insegnamento.
La scuola in cui lavoro, oltre al nome ben chiaro, ha una seconda dicitura: “centro di lingua e cultura italiana”. I tre elementi su cui lavoriamo sono, quindi, l’essere un centro (non solo una scuola), la lingua e la cultura.
Cultura intesa nel significato ampio del termine significa offrire la possibilità di incontrare e discutere di tutto l’insieme delle manifestazioni della vita (sociale, materiale, politica e spirituale). Questa è la motivazione per cui non “salgo mai in cattedra”, ma mi pongo sempre allo stesso livello di chi ho di fronte a me; la differenza fra noi è nella mia possibilità di correggere la lingua del non italiano affinché possa raggiungere una ben determinata “efficacia comunicativa”.
Attuo questo tipo di interazione a tutti i livelli (naturalmente con modi e intensità differenti), e mi rendo spesso conto che chi arriva a studiare la lingua dopo una più o meno lunga permanenza in Italia, cerca solo un forte approccio grammaticale pensando di aver già acquisito la parte “culturale” dell’apprendimento. In questi casi il mio lavoro diventa più complicato perché devo mostrare, senza offendere, che purtroppo il loro livello linguistico non progredisce a causa di una non volontà di integrazione, o a una incomprensione culturale o per radicate incomprensioni della lingua. La mia difficoltà è nel dimostrare, senza dichiararlo direttamente, che la grammatica è sì “l’insieme delle convenzioni” che sono alla base di una lingua, ma soprattutto che queste convenzioni “danno stabilità alle manifestazioni espressive” dei parlanti di una stessa lingua. La chiave di volta è nelle “manifestazioni espressive”.
Senza dilungarmi troppo (perché questa non è la sede adeguata), vorrei quindi sollecitare (chi ha il livello linguistico adatto per capire questo testo), a continuare la lettura e l’analisi di ciò che accade in Italia anche stando all‘estero, perché la perdita di abilità linguistica che avviene lasciando il paese in cui si parla la lingua studiata, è generalmente dovuta a una mancanza di interazione culturale, e non solo alla poca pratica verbale che si recupera in pochissimi giorni.

5 Responses to “Non è solo una questione di grammatica (italiana)!”

  1. sonia levy said

    A most useful site. Thank you.

  2. Tindara said

    Ciao Monica… Oggi 1 novembre, giornata di festa e quindi di dolce far niente, mi sono imbattuta nel tuo blog… Acnh’io sono una blogger, oltre che un’insegnante di lingua e cultura italiana a Palermo. Mi piace molto quello che hai scritto nell’ultima parte di questo post, e cioe’ che “la perdita di abilità linguistica che avviene lasciando il paese in cui si parla la lingua studiata, è generalmente dovuta a una mancanza di interazione culturale, e non solo alla poca pratica verbale che si recupera in pochissimi giorni.” E’ un punto di vista molto interessante ed anche uno dei motivi che mi hanno spinta a realizzare un blog con la collaborazione dei miei studenti stranieri, che invito a realizzare dei piccoli testi e/o scrivere delle testimonianze e/o dei veri e propri “prodotti” – tipo giornale di classe e reportage – che poi pubblico sul blog. Il nostro motto e’, infatti, lontani ma vicini… Parole sante: e’ fondamentale mantenere il contatto con il Paese e la cultura anche da lontano! Ciao e buon lavoro.
    P.S. aggiungero’ l’indirizzo del tuo blog in un post del blog http://www.bloggers.it/lacapracrepa nella sezione articoli, in un post in cui sto raccogliendo i link a blog simili al mio, dove c’e’ una interazione forte tra insegnanti e studenti. E nel tuo, mi pare che questa interazione ci sia… Tindara Ignazzitto

  3. […] ultima cosa, una collega di Palermo mi ha lasciato un commento con il link al blog che lei gestisce utilizzando materiali prodotti dagli studenti, se vi va dategli […]

  4. David T said

    Ciao Monica,
    Ci sono molti ottimi punti in questo blog. Sono d’accordo con te completamente. Mi piace leggere il Corriere della Sera (sul “web”) per cercare di capire non solo la lingua ma anche la cultura d’Italia. E spesso difficile per me, perche devo imparare non solo le parole ma anche la gente (per esempio,nel governo) negli articoli. Cerco di capire l’idea nelle storie ma non sempre capisco tutti.
    Sono felice che ho trovato il tuo “website.” Si puo imparare la grammatica ma anche si puo leggere i “blogs” (e le risposte) per svillupare la capacita di comunicare la propria opinione. Grazie per tutto il tuo lavoro!

    Davide T

    • Monica said

      Grazie Davide. Hai capito perfettamente l’idea didattica e lo spirito che animano il mio lavoro. Spero tu possa continuare a trovare spunti utili per il tuo italiano.

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